Abolizione degli usi aziendali

L’abolizione degli usi aziendali può avvenire solo su accordo tra le parti. Questo è quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con sentenza n. 18780 del 05 settembre 2014. Nello specifico gli Ermellini sono stati chiamati ad esprimere il proprio giudizio relativamente al caso di un’azienda che aveva riconosciuto e poi mantenuto nel tempo l’uso aziendale di uscire anticipatamente per tutti i lavoratori addetti ad un determinato reparto. Tale uso, come detto, era rimasto in vigore negli anni, anche se le differenti condizioni erano mutate, si veda ad esempio il numero dei dipendenti addetti e l’assetto proprietario. L’azienda aveva argomentato che la scelta di anticipare l’uscita dal reparto di dieci minuti era dovuta a ragioni organizzative attinenti all’uso delle docce, le quali erano insufficienti rispetto al numero dei lavoratori e lontane dal loro reparto. Nel tempo, però, tale problematica era stata risolta, non giustificando, quindi, più il mantenimento dell’uso.

Per contro, l’uso aziendale, una volta cristallizzatosi, per poter essere rimosso dovrà essere previsto in accordo tra le parti. Come affermato “si è in presenza, infatti, di un uso aziendale legato alle modalità di espletamento della prestazione lavorativa, onde deve escludersi che il datore di lavoro possa incidere unilateralmente sui diritti acquisiti dal lavoratore per effetto dello stesso, a meno che non sia intervenuta una modificazione dell’organizzazione del lavoro, che, secondo una valutazione rimessa al giudice di merito, abbia fatto venir meno il presupposto di diritto”.

Non bisogna, quindi, cadere nell’errore comune secondo cui se l’uso è stato concesso unilateralmente da una delle parti, la stessa potrà poi revocarlo. Una volta concesso l’uso aziendale dovrà essere revocato tramite accordo tra le parti, accordo che dovrà essere studiato ed attuato in sinergia col proprio Consulente del lavoro. Come già più volte ribadito dalla Corte di Cassazione “l’uso aziendale, se non risulta una contraria volontà delle parti, si inserisce, ai sensi dell’art. 1340 c.c., non già nel contratto collettivo, bensì in quello individuale, integrandone il contenuto; l’esclusione di tale uso può pertanto avvenire soltanto in base alla concorde volontà delle parti”.

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